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Programma Conferenza 3 ottobre

Teatro Rasi
Apertura registrazioni ore 9:00 
Sala Teatro 
9.30-10.00
Saluti istituzionali e apertura
Sala Teatro 
Conferenza generale
10.00-10.30
Floriana Sciumbata
Ricercatrice Università di Trieste
Chi ha bisogno del plain language? Anche l’IA
Quando parliamo di linguaggio chiaro, pensiamo subito alle persone: cittadine e cittadini che devono capire una procedura, utenti che cercano una risposta, pazienti che leggono istruzioni, studenti che provano a orientarsi in testi complessi. Ma oggi c’è un nuovo lettore dei nostri testi: l’intelligenza artificiale.
10.30-11.00
Lorenzo Carpanè
Docente Libera Università di Bolzano e consulente ISO
Come le neuroscienze supportano il plain language
Una serie di dati provenienti dalle neuroscienze danno ulteriore forza ad alcuni dei principali aspetti del "plain language". In particolare quali sono le ricerche che spiegano la necessità di periodi brevi e lineari e di costruzioni positive, l'importanza della narrazione come strumento di trasmissione del sapere.
Sala Mandiaye N'Diaye
Speciale linguaggio sanitario 
e medicina narrativa
10.35-11.25
Associazione Linguaggi Chiari
Presentazione dell’OSSERVATORIO 2026: il linguaggio sanitario in Italia
L’Osservatorio è uno strumento aggiornato per misurare l’innovazione e l’impatto della comunicazione pubblica sulla cittadinanza, con particolare attenzione alla chiarezza, all’accessibilità e all’usabilità del contenuto testuale.
Associazione Linguaggi Chiari
ComuniCARE, un linguaggio per affrontare il postoperatorio oncologico
ComuniCARE è un progetto di ricerca e intervento psicosociale che nasce per migliorare la comunicazione tra medici e pazienti oncologiche nei momenti di passaggio più delicati del
percorso di cura: la diagnosi, la dimissione dall'ospedale, il rientro a casa e la riabilitazione. Per ridurre lo stress emotivo e migliorare l'aderenza alle terapie e l'efficacia delle prescrizioni farmacologiche e comportamentali attraverso una comunicazione più chiara ed empatica.
11.00-11.45
Pausa 
11.25-11.35
Pausa 
11.35-12.00
Valentina Lombardo Di Monte Iato
Avvocato e Disability manager
Le parole del cancro
Da male incurabile a nemico da combattere. Le parole a cui i media quotidianamente ricorrono per la narrazione del cancro rivestono un impatto dirompente su come la malattia e le sue conseguenze sono vissute dai pazienti, dai caregiver, dai datori di lavoro, dai medici. Solo lo studio, la cura, la scelta delle parole per la narrazione del cancro possono contribuire ad abbattere le discriminazioni e supportare medici, pazienti e caregivers nel già difficile percorso di cura nei più svariati contesti tra cui anche quello lavorativo e delle relazioni umane.
11.45-12.15
Daniela Iozzo e Maria Teresa Ventura
Content designer Senior Pago PA
Parole di Stato, parole per tutti. Come l'app IO ha provato a parlare come una persona, per un paese intero.
Con l’app IO, il team di Content Design di PagoPA ha provato a cambiare le regole del gioco per accorciare la distanza tra Stato e persone, una parola alla volta.
Questo talk racconta cosa significa progettare un linguaggio chiaro dentro un sistema complesso. Non si tratta solo di semplificare, ma di costruire un ecosistema capace di includere fin dall’inizio una pluralità di esperienze, identità e bisogni. Un linguaggio in cui accessibilità e inclusività non sono aggiunte, ma fondamenta.
Dalla leggibilità dei testi alla struttura semantica per chi usa screen reader, dalla chiarezza per persone neurodivergenti a un tono più neutro e rispettoso: ogni scelta di scrittura diventa una scelta di progetto.
12.00-12.25
Paola Pastorino
Ricercatrice UniGenova
In parole semplici o parole povere? Dalle raccomandazioni dell’OMS alla realtà sanitaria
 
Una comunicazione sanitaria efficace è un diritto e una necessità. Spesso però barriere linguistiche, culturali e cognitive impediscono un accesso equo ai servizi sanitari. Queste difficoltà colpiscono migranti e persone che non parlano la lingua locale, ma anche persone che condividono la stessa lingua dei professionisti sanitari senza possedere la stessa competenza nei linguaggi specialistici. Il linguaggio della salute è universale ma complesso: è allo stesso tempo quotidiano e altamente specialistico, personale e sistemico. Questa complessità evidenzia la necessità di lavorare sul linguaggio come strumento di accesso: parole più chiare e più consapevoli possono rendere le informazioni sanitarie più comprensibili e favorire una partecipazione più equa ai percorsi di cura.
12.15-12.50
Davide Rota
Online Content leader IKEA Italia
Contenuti per tutti: democratizzare la comprensione
Parlare a tutti è difficile. È una sfida quotidiana che si scontra molto spesso con logiche di business, limiti legali e necessità strategiche.
Ma è anche una grande opportunità di rendere i contenuti veramente accessibili per la maggior parte delle persone.
Proveremo a capire come lavoriamo in IKEA Italia per cercare di arginare le complessità e abbattere le barriere che ancora creano differenze tra gli utenti.
Cosa abbiamo fatto, a che punto siamo e dove vogliamo arrivare.
12.25-12.50
Elena Trentin
Giornalista specializzata in medicina narrativa
Dire la malattia, dire la morte con parole "lente"
 
Una riflessione sul linguaggio con cui raccontiamo la malattia oncologica, il fine vita e la morte, a partire dal concetto di slow violence (o violenza lenta) mutuato dagli studi di medicina narrativa e comunicazione sanitaria. Non si tratta di una violenza esplicita o intenzionale, bensì inconsapevole, che l'uso e il tempo hanno finito per rendere accettabile, tanto da non farla percepire come un pericolo. Ne sono degli esempi "parole assolute" come i tecnicismi, che escludono e allontanano dalla comprensione, le metafore belliche, che trasformano la cura in una battaglia ad ogni costo, e le etichette, che mettono in secondo piano l'identità delle persone. Vi sono poi le "parole palliative", come quelle che cercano di attenuare il dolore per la morte attraverso giri di parole.
12.50-13.15
Luca Stoppioni
Linguista
L'approccio trauma-informed care per gestire la comunicazione nelle organizzazioni
Il Trauma-Informed Care (TIC) è un approccio relazionale che riconosce come esperienze difficili o fortemente stressanti possano influenzare percezioni, comportamenti e rapporti. Il suo obiettivo è creare contesti che favoriscano sicurezza, fiducia, autonomia e rispetto. Questo approccio, applicato alla comunicazione aziendale, invita a ripensare il linguaggio come uno strumento di relazione e non solo di trasmissione di informazioni. Attraverso i principi del TIC, i testi aziendali, dalle email alle policy, dalle comunicazioni interne al marketing, possono diventare più chiari, sicuri e rispettosi delle diverse esperienze delle persone. Una chiave di lettura per riconoscere parole, strutture e toni potenzialmente attivanti.
 
13.15-14.45
Pausa pranzo 
14.45-15.15
Lorenzo Zorzi e Niccolò Parini
Impact & Innovation Manager Design Rights e Senior Service & Change designer
Aprire le porte: quando il linguaggio decide chi può entrare
Ci sono porte che non si vedono, eppure separano chi può capire da chi resta fuori.
Sono fatte di linguaggio.
Ogni giorno attraversiamo testi che regolano la nostra vita senza riuscire davvero a entrarci.  
Quando non comprendiamo una regola, non è solo un problema di comunicazione: è un problema di accesso. Ai diritti, alle decisioni, alla partecipazione.
Il legal design nasce qui. Non per semplificare il diritto, ma per renderlo abitabile.
Attraverso due progetti sviluppati con amministrazioni pubbliche (Comune di Gorgonzola e Comune di Milano) vedremo cosa succede quando il linguaggio smette di essere una barriera invisibile e diventa una soglia progettata.
 
15.15-16.15
Pausa 
15.20-15.45
Giovanna Vaccaro
Esperta di migrazioni Rivista Africa e Mediterraneo
Migrazioni e parole
Una riflessione sul linguaggio che viene utilizzato da mass media e dalla politica in materia di migrazioni e un'analisi su come esso divenga strumento dì stereotipizzazione, stigmatizzazione, spersonalizzazione e discriminazione nei confronti dei cittadini provenienti da paesi terzi. Dopo un’esamina dei termini maggiormente utilizzati e sugli "effetti" che essi hanno nella narrazione delle migrazioni ( polarizzata tra gli estremi di vittimizzazione o criminalizzazione); la riflessione verrà ricondotta al linguaggio utilizzato nel nostro quotidiano e al pericolo insito negli stereotipi positivi.
 
15.45-16.10
Claudio Nobili
Linguista UniSalerno

Circo.scritto alla scuola, aperto al territorio e alla cittadinanza. Rilancio di una politica linguistico-educativa in materia di scrittura amministrativa
Il progetto CIRCO.SCRITTO propone un buon modello di riscrittura funzionale dei testi anche grazie al supporto di applicativi informatici.
Oltre a fungere da mediatori tra l’ambiente scolastico e quello esterno (familiare e più ampiamente territoriale), i testi prodotti dalla scuola, con cui studenti e studentesse sono in contatto quotidiano, hanno un valore modellizzante per quel che riguarda le loro produzioni linguistiche al livello della scrittura mediamente formale, e su quest’aspetto non si è forse finora insistito abbastanza.
 
16.15-16.45
Laura Lecci
Content designer LENE

Semplificare l'energia: dal linguaggio all'esperienza nel caso LENE
Il caso studio si concentra sulla creazione dell'identità di LENE, digital company di ENEL, nuovo brand nel settore energetico e la definizione di un linguaggio chiaro, accessibile e coerente, che accompagna il cliente lungo tutto il suo percorso.
 
16.00-16.15
Laura Lecci
Impact & Innovation Manager Design Rights e Senior Service & Change designer
Semplificare l'energia: dal linguaggio all'esperienza nel caso LENE
Il caso studio si concentra sulla creazione dell'identità di LENE, Digital company di ENEL e nuovo brand nel settore energetico e la definizione di un linguaggio chiaro, accessibile e coerente, che accompagna il cliente lungo tutto il suo percorso.
 
Sala Teatro 
16.45-17.00
Saluti e chiusura
Segreteria e organizzazione :
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