Eleonora Sacco: "Per un esotico senza cliché"

DiParola Festival 2024

Eleonora Sacco è un’autrice e guida italiana. Scrive di viaggi e cura il blog painderoute.it. È esperta di minoranze etniche dell’ex URSS e di patrimonio artistico e architettonico sovietico.

Punti chiave dell'intervento

Obiettivo: “concepire l’altro” (prima ancora di descriverlo)

  • Molte distorsioni linguistiche nascono dall’incapacità (o non abitudine) di concepire davvero l’altro come soggetto pieno, non come oggetto di racconto.
  • Le macroetichette sono imprecise e generaliste (es. “Africa” come blocco indistinto; “Indonesia giungla tribù primitive…”, etc.).
  • Principio guida: chiamare persone/luoghi come desiderano essere chiamate (autodenominazioni, nomi ufficiali aggiornati).

Standard, toponimi e retaggi coloniali

  • Lo strumento è lo standard ONU M49 per nomi ufficiali di paesi e aree geografiche (attenzione anche alle “aree”, non solo agli Stati).
  • Non tutti i nomi sono neutri; molti portano strati coloniali (es. “Medio Oriente”, “Indocina”, etc.).

Pronuncia e traslitterazione: fine del “doppio standard”

  • La pronuncia corretta è verificabile con risorse online, IPA, audio, YouTube “how to pronounce”. Non esiste un solo modo “giusto” in assoluto; conta il sistema della lingua di arrivo, ma serve coerenza.
  • Alcuni nomi “li pronunciamo bene perché li riteniamo importanti”, altri li deformiamo “perché tanto…”. È il doppio stardard.

Dare “matericità” alle lingue: non tradurre tutto

  • Inserire parole locali semplici e accessibili (saluti, ringraziamenti) è un gesto concreto per far entrare l’altro nel testo.
  • Non tradurre tutto può essere una posizione politica, purché si renda comprensibile con delle perifrasi.

Guardarci dentro: lo sguardo occidentale e il bias confermativo.

  • Dobbiamo riconoscere la relatività di costi, distanze, valori (es: “è tutto economico”, “sono città vicine”).
  • Attenzione alle “voci fuori dal coro” che in realtà confermano l’Occidente (es. un cognome straniero viene usato per esprimere un punto di vista non occidentale).

Descrivere il diverso: lessico preciso, rispetto, pluralità

  • Tre principi pratici:
    1. Precisione (nomi, cibi, oggetti: chiamarli come si chiamano localmente)
    2. consapevolezza di bias, stereotipi, pregiudizi (anche quelli “positivi”)
    3. molteplicità: più voci, più punti di vista, perché le culture sono sistemi complessi.

Parole ad alto rischio: povertà, “terzo mondo”, “civilizzazione”

  • Caso-scuola: “il paese è povero” (Bosnia) è un'etichetta stigmatizzante che appiattisce la complessità.
  • Distinzione concettuale (e implicazioni) tra “povero” e “misero”; meglio un approccio people-first (“persone con reddito sotto una soglia…”).
  • Ci aiutano le linee guida ONU: evitiamo categorie come “terzo mondo / in via di sviluppo / sottosviluppato”, preferire definizioni misurabili (povertà assoluta/relativa accompagnato da dati).

Esotico contro esotismo: una distinzione centrale

  • Esotico (exo = “fuori”): può essere neutro/alleato dell’immaginazione e dell’incontro.
  • Esotismo: pacchetto di cliché + voyeurismo + gerarchie implicite + colonialismo; tende a cercare il “bizzarro” e a fissare l’altro come tableau di stranezza.

“Cliché vuoti” da disinnescare (lista-chiave)

  • Evitare termini come: tradizionale, autentico, genuino, incontaminato, paradiso, landa desolata, primitivo, lontano dalla civilizzazione.
  • Questi termini alimentano la “nostalgia imperialista” (Rosaldo): rimpianto spocchioso per un “prima” spesso immaginario (“non è più come quando non eravamo arrivati noi…”).

Cosa fare, in tre mosse

  • Usare precisione (nomi, pronunce, traslitterazioni).
  • Dare spazio: usare il proprio privilegio per lasciare microfono a lingue e voci locali, ampliando la pluralità.
  • Avere consapevolezza dello sguardo occidentale: non sparisce, ma si può ridurre il danno; ci aiuta tenere netta la linea tra esotico (alleato) ed esotismo (cliché coloniale).

Chi è Eleonora Sacco

Eleonora Sacco è un’autrice e guida italiana. Scrive di viaggi e cura il blog painderoute.it. Dal 2019 organizza e accompagna viaggi nei Balcani, in Caucaso, Asia Centrale e Sud-Occidentale. Nel 2023 fonda Kukushka Tours. È esperta di minoranze etniche dell’ex URSS e di patrimonio artistico e architettonico sovietico. È autrice, insieme a Angelo Zinna, dei podcast "Cemento" (2019-2021) e "Kult" (2023). Ha scritto il libro "Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici" (Enrico Damiani Editore, 2020).

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