Michele Cassetta: "L'importanza delle parole nel rapporto medico-paziente"

DiParola Festival 2023

Michele Cassetta è medico chirurgo, docente e divulgatore scientifico, intervenuto al festival per parlare dell’importanza delle parole nel rapporto medico-paziente, e di come il linguaggio influisca su fiducia, comprensione e partecipazione.

Sintesi dell'intervento

Parlare chiaro come dovere etico nel contesto medico

  • Cassetta sottolinea che il medico ha non solo il compito di curare, ma anche quello di comunicare in modo che il paziente comprenda.
  • Il linguaggio medico tende ad essere tecnico, simbolico, pieno di abbreviazioni, ma questo può creare distanza o fraintendimenti.
  • Il “parlare chiaro” non significa banalizzare, ma rendere accessibile il contenuto, scegliendo parole più semplici, spiegazioni analogiche, immagini utili.

Il ruolo della parola nel instaurare fiducia

  • Le parole creano un ponte o un muro: se usate male, possono aumentare l’ansia del paziente, alimentare conflitti.
  • Cassetta evidenzia che spesso è il paziente che si autocensura, non ponendo domande per timore di non capire o apparire ignorante.
  • Un medico che parla in modo empatico, chiaro e rispettoso contribuisce ad accrescere la collaborazione del paziente nel percorso terapeutico.

Strumenti e strategie pratiche

  • Usare metafore e analogie per concetti complessi (per esempio comparare un organo a un “motore”, un sistema a tubature)
  • Dare al paziente spazi di dialogo, invitandolo a ripetere quanto ha capito (“Lei come lo ha compreso?”), favorendo l’ascolto attivo
  • Preparare materiali supplementari: schede, diagrammi, brevi note scritte, che il paziente può rileggere in seguito
  • Attenzione al registro emotivo: non solo cosa diciamo, ma come lo diciamo — tono, pause, scelta dei termini

Difficoltà e ostacoli

  • Cassetta riconosce che il sistema sanitario ha vincoli: tempo limitato per le visite, molte informazioni da trasmettere, documentazione burocratica
  • Alcuni termini tecnici sono inevitabili, ma bisogna sempre accompagnarli con spiegazioni accessibili
  • Resistenza interna: molti professionisti continuano a usare il linguaggio “accademico” per abitudine

Visione finale

  • Il linguaggio chiaro non è solo un atto di cortesia, ma un aspetto centrale della qualità della cura
  • Quando le parole collegano anziché separare, si costruisce una medicina partecipata, in cui il paziente è parte agente del proprio percorso
  • Cassetta invita a una riflessione collettiva: operatori sanitari, istituzioni e cultura medica devono ripensare il modo con cui parlano tra di loro e con il pubblico.

Chi è

Laureato in Medicina e Chirurgia, Responsabile della Dental Unit della Clinica Privata Villalba di Bologna e del Mangioni Hospital di Lecco. Già docente di “Comunicazione Medico-Paziente” presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bologna. Componente del GDL Comunicazione della FNOMCeO, a livello nazionale.

Autore di numerosi progetti, libri e articoli. Speaker a Corsi e conferenze e chairman a numerosi eventi culturali e divulgativi. Giornalista, divulgatore scientifico, autore e conduttore di trasmissioni televisive di informazione sanitaria. Autore e interprete di testi teatrali sulle neuroscienze, che porta in scena con il jazzista Gianluca Petrella. Protagonista del film “Il Codice deontologico”.

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